31 maggio 2010
Dopo 10 anni è finito un sogno: il Mandrio in seconda categoria. 10 anni vissuti con entusiasmo da chi li ha vissuti da dentro come Fausto Vecchi, Giorgio Gianotti, Stefano Ferrari che si sono fatti in quattro pur di presentarsi sempre dignitosi e preparati all'appuntamento che il campionato di prima categoria richiedeva. Eppure prima o poi doveva accadere. 3 anni orsono avevamo rischiato quasi tutto e allora fu Bedini a fare due reti a San Giovanni in Persiceto. Questa volta c'è andata male. Ora si apre una fase della storia del Mandrio tra le più difficili, perchè non abbiamo mai gestito una retrocessione e quindi è il momento di tirar fuori gli attributi. Certo non ce lo aspettavamo perchè rispetto alla stagione scorsa eravamo certi di aver fatto un buon mercato estivo che avrebbe rafforzato e non indebolito l'equipe....ed invece siamo retrocessi. E siamo retrocessi perchè non siamo mai in questi 10 anni risuciti a toglierci dalla testa la mentalità di essere una piccola squadra in un piccolo paese che mai avrebbe potuto cercare maggiori ambizioni (tanto andava bene così....). Cosa sia successo nello spogliatoio non lo sappiamo ma sappiamo di sicuro che società, staff tecnico e giocatori sono tutti responsabili sullo stesso piano e che, se agli errori si vuole rimediare, sta proprio agli attori di questa retrocessione, rabboccarsi le maniche, soffrire per 1 anno in seconda categoria e con umiltà cercare la promozione subito. Un campionato il prossimo che sarà durissimo con Novese, Campagnola, Riese, Sammartinese, Guastalla e Pieve Cella a contendere il titolo. Un campionato che se vinto varrà più di una salvezza in prima categoria. Un campionato che si VINCE SOLO SE SI RESTA TUTTI UNITI A RIMEDIARE AGLI ERRORI DI QUEST'ANNO.