13 novembre 2007
VETTO (12 nov. 2007) - I bomberini falliscono la scalata alla vetta della classifica. Dopo una partita rocambolesca, il Mandrio B non riesce a portare a casa nemmeno un punto dalla gloriosa trasferta fra i monti di Vetto. Purtroppo le cose si mettono subito male, quando appare chiaro che il bel gioco latita nonostante le urla minacciose del mister in panchina.
Anche la formazione, risicatissima, non offre la solidità che ti aspetteresti in una trasferta tutto sommato difficile, se non altro per la distanza (un’ora e un quarto di auto).
Alla fine del primo tempo i nostri sono traditi dalla disattenzione e da numerosi errori dovuti a insicurezza che regalano numerose ghiotte occasioni al Vetto, per fortuna sempre sventate in extremis dai marcatori o dal bravo Sorry. Tuttavia, poco prima dello scadere, un insidioso tiro da fuori area ci mette in ginocchio e regala ai nostri avversari il meritato vantaggio.
Negli spogliatoi fra primo e secondo tempo va in scena un vero e proprio film dell’orrore, con i nostri messi spalle al muro dalle imprecazioni del mister che “si vuole fare sentire”.
Pronti, via. Il secondo tempo (dannata sfiga!) si apre con un altro regalo, retropassaggio sbagliato in area, Sorry si tuffa a mo’ di pesce e travolge l’incauto attaccante. Rigore, che l’attaccante trasforma! Nulla da eccepire. Anche se c’è da ingoiare parecchia bile. Ora le cose si fanno davvero difficili. Con a disposizione solo due cambi (Maicol e Titti), in un campo con temperatura quasi polare, cielo terso con stelle assai vicine, quota 500 (con rarefazione d’aria) rimontare per noi diviene quasi un’impresa titanica. Ialla sfrutta i due cambi a disposizione, fuori Cola e Luis. Nonostante tutto – ci dicono – riusciamo a impensierire gli avversari, presentandoci più volte davanti al loro portiere: traversa di Archi e goal sfiorato dal Miga (sul quale il rigore c’era, ne sono sicuro!). Ci pensa Nello a insaccare, ma ormai è troppo tardi. Il giovane arbitro fischia e ce ne torniamo mesti sotto la doccia. Solita rimonta impossibile (questa volta fallita di un soffio) e squadra double-face. Peccato per le numerose defezioni, c’è bisogno di più attaccamento alla maglia, anche in partite così “scomode”. Coraggio, ragazzi, la strada è ancora lunga (speriamo che le salite siano finite).
Meritano un cenno i coraggiosi che hanno deciso di affrontare la faticosa trasferta: Sorry, si diceva, poi Bonna, Archi (nell’inedito ruolo di marcatore centrale), Pirri e Grillo (difesa a 4); Luis, Cola, Lele, Albi (centrocampo a 4); Nello e Bomber.